«È terreno buono il cuore di ogni uomo e donna in ogni suo sobbalzo di amore e nel desiderio di essere amati. Come Silvia che non crede, ma non smette di lottare e di porre domande, e Arianna tra un caffè e una passeggiata, come Massimo che aspetta da tempo che vada a trovarlo anziché lamentarmi perché non sia lui a venire da me; come Angela che si commuove, come Giuseppe che tenta la difficile arte dell’esistenza in un mondo incrostato di pregiudizi, come Gianni dalle mille (forse troppe!) domande, e Chiara, incontrata sul mio cammino per caso, coraggiosa contro tutto. Come Pierluigi che si stupisce e si entusiasma per ogni cosa, come
Valentina che per me rimane un mistero, come Loredana che, piena di ferite, non smette di curare gli altri. Come Gaia, sospettosa tra i banchi di scuola, poi divenuta un libro aperto: ricordo il suo abbraccio dopo anni che non ci si incontrava; mi piacciono i suoi occhi sorridenti, anche se non è quasi mai felice» (Dalla sacrestia a Gerico, pag. 63).