Margherita si perse in immagini dimenticate di boschi e foreste, in cui sepolta dalla vegetazione si nascondeva ogni minaccia: lupi, orchi e streghe, ruderi, catapecchie e stamberghe… Si immerse in quei pensieri selvatici. Chiunque l’avrebbe interpretata come la solita incapacità di concentrarsi dei quattordici anni, e invece era proprio il contrario. Era ciò su cui il cuore era concentrato che le rubava l’attenzione dalle distrazioni provocate dallo studio. Le distrazioni, quelle tradite da occhi persi nel nulla, sono in realtà le vere attenzioni, e quegli occhi che sembrano non guardare niente. In realtà vedono tutto.

(Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa, Mondadori 2011)