Nei giorni della mobilitazione e delle polemiche, della distruzione e della tenacia, ho ricevuto questa mail. Inaspettatamente, da Debora. Ho subito sentito la necessità di condividerla qui.

Grazie Don!

Ti scrivo da Ferrara.
Grazie perché ho finito di leggere il libro “Dalla sacrestia a Gerico” proprio in questi giorni… giorni caotici, di smarrimento e grande incertezza…
La confusione è tanta… ma le tue parole mi hanno aiutato a mantenere la bussola orientata verso la grande Speranza che ci viene dalla Resurrezione di nostro Signore e dalla forza del Suo Santo Spirito che mai ci abbandona… perché proprio quando siamo più deboli è allora che più di ogni altro momento siamo portati fra le braccia amorevoli di un Grande Papà e di una Grande Mamma…
Grazie per aver espresso in maniera semplice ma diretta quanto nel mio piccolo vivo. Non sono certo un sacerdote, ma il desiderio di far conoscere ai bambini (sono sposata con Eugenio, ho due figli, lavoro in una scuola materna come segretaria, faccio catechismo) quanto sia forte e potente l’amore di nostro Signore… più forte di un terremoto…è grande ma non facile, spesso la fatica e lo sconforto hanno il sopravvento, ma queste sono le vere sfide che ogni cristiano deve affrontare, insieme a tutto quello che tu hai delicatamente raccontato.
La quotidianità è stata stravolta, ma in fondo lo era già prima del terremoto e nessuno se ne accorgeva …proprio perché non si ascoltano le grida di chi è “diverso” o non si considera chi è ai margini…. forse il terremoto ha portato un disordine che metterà ordine… ma con il prezzo pagato da vite umane “…come il sale, disposti a perdere se stessi, per dare sapore. Come la luce, che non fa rumore, eppure così necessaria!”…. spero di essere un po’ di quel tipo di sale, un po’ di quel genere di luce…. con tutti i limiti e i difetti che mi appartengono.
Grazie per avermi fatto conoscere un pezzo consistente della tua vita, della tua storia…Nella preghiera ti affido all’abbraccio di Maria, Madre nostra, Madre attenta e premurosa che sempre veglia su di noi.
Debora, moglie e mamma

Ovviamente non è stata la lettura di un libro, ma la grazia del Signore. Eppure mi piace pensare che anche così si possa aiutare qualcuno. Nella condivisione. Perché una società regolata dall’economia, si riduce ad aiutare solo con il denaro. E una civiltà annoiata di tutto, cerca solo nel “fare” la soluzione adeguata ad ogni disastro. Debora mi ricorda che c’è anche la vita di una comunità che cerca di vivere il Vangelo, che sperimenta la consolazione potente del Signore e la gioia incrollabile della fraternità. Felice, di esserne stato il tramite. Grazie, Debora, per averlo voluto condividere. Grazie, Gesù, che nelle vicende umane, non smetti mai di sorridere. Nonostante tutto.