Mi piace Pietro! Nella barca della sua vita sperimenta la paura e la precarietà, nel mare in tempesta della storia. Ma riconosce Gesù, Maestro e Signore, che attraversa la storia, camminando sulle acque che minacciano catastrofe. E ci dona coraggio. 
E quando Pietro, a nome di tutti noi, chiede di poter camminare accanto al Signore, suo Amico, per non essere sopraffatto dagli eventi e dalle circostanze. Per orientare la sua vita, altrimenti in balia delle correnti. 
E quando Pietro non ce la fa più, sopraffatto dalla paura e dallo scoraggiamento, ammette la sua poca fede e non riesce a nascondere il dubbio: “Ne vale davvero la pena?” – “Non sarà il caso di tornare indietro?”. Ma osa gridare al suo Dio: “Signore, salvami!”. E sentendosi prendere per mano, tutto cambia.
Mi piace Pietro! Non perché coraggioso o affidabile. Ma perché nel disorientamento e nel turbamento della storia, non si vergogna di riconoscere il fallimento e di professare una fede instabile. Tende la mano per farsi tirare su. “Signore, salvami!”. 
I deboli non sono quelli che affondano, ma quelli che non vogliono essere tirati su!