E se cominciassimo a raccontare che è bello essere onesti, leali, giusti. Che vale la pena rinunciare a convenienze personali in vista del bene di tutti. Che i corpi non sono merce di scambio. Mai! Che non si può essere virtuosi pubblicamente e oscenamente perversi nel privato. Che non esiste una ragion di stato che possa offuscare la giustizia, deturpare la libertà e umiliare la verità. Che l’economia da sola non ci rende felici. Che la corruzione spezza i sogni. Che il potere è sempre pericolosamente ambiguo. Che non è giusto che a ottant’anni se non hai soldi sei un vecchio palloso, se invece hai soldi fai parte della classe dirigente (vecchia e pallosa) di un paese. Io a volte mi vergogno. E forse a volte vergognassi e chiedere scusa è un atto coraggioso.