Dopo che Gesù aveva annunciato l’avvento di tempi e cieli nuovi, i suoi amici si fanno prendere dalla curiosità e gli chiedono: “Di’ a noi quando accadranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo” (Mt 24,3).

Il segno, ci spiega il Maestro, non sono cataclismi e terremoti. Non saranno visioni dal cielo. Il segno è ben evidente sulla terra: sono “i fratelli più piccoli di Gesù” (cfr. Mt 25, 31-46). Infatti quel giudizio, che sospettiamo lontano, avviene oggi. E corrisponde al giudizio che noi pronunciamo sui “fratelli più piccoli di Gesù”, cioè su quelli che hanno fame e sete, sugli stranieri, su chi è nudo, chi è malato o in carcere. Saremo giudicati sull’amore. Non su le cose che avremmo fatto, o sulle teorie che avremo applicato, o sui discorsi pronunciati, o sulle preghiere imparate e dette. L’amore sarà l’unica misura del Regno. Grammatica della vita. Cifra della salvezza.
L’amore che contempliamo nel Signore Gesù, povero e deriso, estraneo a tutti e condannato, legato e percosso, nudo e ferito, emarginato  e crocifisso, come i suoi “fratelli più piccoli”.