“Cari amici, allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica è stato il più terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale, che è riuscita a inchiodare in molti di noi dei pregiudizi, fondamentale quello della «sporcizia» della politica. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è lavoro di «specialisti»: lasciate fare a chi può e deve. E invece la cosa pubblica è noi stessi: dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante”.

(Giacomo Ulivi, di 19 anni, condannato a morte e fucilato nella Piazza Grande di Modena il 10 novembre 1944)