Ancora è tempo di Risurrezione. E io mi trovo a fare i conti con la realtà dei fatti: scegliere di rimanere dentro al sepolcro delle mie tenebrose paure (ma anche delle comodità), o addirittura arretrare fino in cima alla Croce delle mie sofferenze inutili. Solo che dalla Croce anziché amare, giustificare e perdonare, io continuo a illudermi, commiserarmi e accusare. E invece del silenzio, nel sepolcro del mio Io, continuo a sbrodolarmi parole, a dialogare con me stesso, su come debba essere il mondo che non c’è e su quanto siano affascinanti i luoghi che non esistono.

Invece è tempo di Risurrezione! Non con le mie sole forze e neppure da illuso. Ma il tempo è nuovo e ogni luogo è bello. Il deserto è fiorito. Non so come, ma per il momento decido di farmi raggiungere ed abbracciare dalla Speranza. Sono stufo da chi si lamenta per convenzione. Da chi  non si rialza per pigrizia. Da chi sceglie la Croce o il sepolcro, per rassegnazione o per comodità.
Non so come, ma ostinatamente vado cercando il modo. 
Così con la radio ad altissimo volume e la vita ad altissima tensione canto:

Venite gente vuota, facciamola finita,voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito, guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.

(F.Guccini, Cirano)